AURELIO PICCA: ADORAVO LA STORIA, ADORAVO IL CINEMA

Di AURELIO PICCA*

Adoravo la storia, adoravo il cinema. Al cinema incominciai ad andarci all’età di cinque anni. Solo. La sala era a 200 metri da casa. Poi, tornato, lo mettevo in scena nel teatro della mia mente usando ogni armamentario possibile: dalle armi appunto, agli abiti. Già in prima elementare, nel buio, rompevo le scatole al vicino di poltrona per chiedergli se il film fosse storico e in quale periodo fosse stato ambientato. Non sempre le mie domande puntigliose venivano soddisfatte.

È stato al cinematografo che ho maturato la passione per la storia. In quinta ero così bravo che quando ripetevo le fasi dell’Unità d’Italia, il commissario di polizia al quale portavo il caffè, essendo anche un provetto barman, mi regalava 5 biglietti per andare al cinema gratis. Una vera gioia. Storia più cinema!

Oggi riflettevo sul fatto che già da allora la storia degli uomini o era eroica, appassionata e drammatica, oppure era narrazione sciatta come i costumi sciatti del cinema di terza seria. Con gli anni ho capito che anche la politica, che è la macchina che per molti aspetti dovrebbe spingere e aiutare la storia nel proprio corso, se non si volesse rimanere anchilosati alla sempre affascinate dialettica marxista tra struttura e sovrastruttura, se non possiede talento, eroismo e passione non può concedersi neppure il lusso di organizzare la quotidiana “ordinaria amministrazione”.

Quando imparai a memoria “Il Conte di Carmagnola” dell’illuminista e giansenista e cattolico Alessandro Manzoni, ormai ero più che convinto che la storia e la politica fossero due grandi illusioni, cioè il pettegolezzo civile consumato nel miglior salotto dell’umanità. Dunque, pur rimanendo appassionato della storia e della politica, esse le guardo con gli occhi del Carmagnola con il morso alla bocca mentre scavalcava il ponte dei Sospiri, in quella orrida culla di vipere che era la Serenissima.

*AURELIO PICCA è giornalista e scrittore. Il suo ultimo romanzo: Arsenale di Roma distrutta (Giulio Einaudi Editore 2018). Tra i suoi libri ricordiamo: Per punizione (Rotundo 1990), La schiuma (Gremese 1992), I racconti dell’eternità (Nuova Compagnia Editrice 1995); L’esame di maturità (Giunti 1995, Rizzoli 2001), I mulatti (Giunti 1996), Tuttestelle (Rizzoli 1998, Premio Alberto Moravia, Superpremio Grinzate Cavour e finalista al Premio Viareggio), Bellissima (Rizzoli 1999), Sacrocuore (Rizzoli 2003), Via Volta della morte (Rizzoli 2006), Se la fortuna è nostra (Rizzoli 2011, Premi Hemingway e Flaiano), Addio (Bompiani 2012), L’Italia è morta, io sono l’Italia (2007, Bompiani 2011), Un giorno di gioia (Bompiani 2014), Capelli di stoppia. Mia sorella Maria Goretti (San Paolo, 2016).

Giornalista Pubblicista – Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo – Writer – Ghostwriter

Direttrice del Blog LitterArtour

Daniela Rubino

Giornalista Pubblicista - Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo - Writer - Ghostwriter Direttrice del Blog LitterArtour

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *