Eolus Woodwind Quintet in concerto “Con i fiati sospesi” al Niccolò van Westerhout

AGÌMUS – Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali, Rete di musica d’arte ORFEO FUTURO, STAGIONi_2019 (XXV) – rete Orfeo Futuro Inverno, direzione artistica Piero Rotolo, presenta “Con i fiati sospesi”,  EOLUS WOODWIND, LUIGI STILLO al pianoforte. Musiche di Beethoven, Rossini, Rota e Agay, sabato 9 febbraio alle ore 21:00, al Teatro ComunaleNiccolò van Westerhout” di Mola di Bari.

C’è un bel pezzo di Orchestra del Petruzzelli nel quintetto di fiati Eolus Woodwind di scena sabato 9 febbraio (ore 21), al Teatro van Westerhout di Mola di Bari, per le Stagioni dell’Agìmus dirette da Piero Rotolo nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro (info 368.568412). Giacomo Bozzi (flauto), Michele Naglieri (clarinetto), Luigi Sala (oboe), Mattia Perticaro (fagotto) ed Emanuele Giovanni Urso (corno) sono, infatti, impegnati non soltanto nelle più importanti istituzioni teatrali e concertistiche italiane ed europee. Quattro di loro sono pure musicisti e prime parti stabili nella formazione dell’ente lirico barese. E con il supporto del pianista Luigi Stillo propongono a Mola un raffinato programma di musiche che spazia dal classicismo viennese ai nostri giorni.

Il concerto si apre con il Quintetto per pianoforte e fiati op. 16 di Beethoven, pagina attraversata da una «serenità senza nubi», come ha scritto Giovanni Carli Ballola parlando di quest’opera, per la quale il genio di Bonn s’era rifatto, senza timori reverenziali, alle proporzioni e allo stile classico del Quintetto K 452 di Mozart, una delle vette del genere. Il programma prevede, a seguire, due trascrizioni improntate all’opera di Rossini, del quale si potranno ascoltare l’ouverture da La gazza ladra e un pot-pourri dal Barbiere di Siviglia. Quindi, la formazione entrerà nel Novecento con un omaggio a Nino Rota e al “divertimento” intitolato Petite offrande musicale, breve quintetto per fiati del 1943 che l’alter ego di Federico Fellini dedicò ad Alfredo Casella testimoniando, già a partire dal titolo, il proprio interesse per la musica francese (e la struttura dell’ouverture) con una notevole padronanza della scrittura polifonica. Chiudono il concerto le Five Easy Dances composte nel 1956 dall’ungherese (naturalizzato americano) Denes Agay.

Biglietti euro 10/8/5.

Giornalista Pubblicista – Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo – Writer – Ghostwriter

Direttrice del Blog LitterArtour

Daniela Rubino

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