V. Venneri, dedicato a mio padre: “Tu sei Pietro e su questa Pietra costruirò la mia Chiesa”

Scritto da Valeriano Venneri*

«Tu sei Pietro e su questa Pietra costruirò la mia Chiesa» disse  Gesù Cristo rivolgendosi all’apostolo. E da questo momento lo elesse  come futura colonna portante della Chiesa nell’ Impero Romano.

Pietro pescatore, apostolo di importanza fondamentale, difensore, addormentato, rinnegato; un uomo con le sue debolezze, con la sua ira, con la sua coerenza.

Simone che diventa Pietro in una metamorfosi che non è solo del nome, ma che presto si tramuta nella missione che gli richiede il Maestro. Pietro che nella sua rete metaforica si prenderà cura degli uomini o delle “Anime Salve”, come direbbe il grande e indimenticato Fabrizio De Andrè.

Provenienza umile e povera lo portano a giungere con le chiavi in mano alla soglia del Pontificato. Nessun altro porterà questo nome come segno di rispetto e di unicità. Non può esistere un Pietro II. La storia di Simone Pietro è irripetibile.

Nella storia dell’arte viene rappresentato innumerevoli volte. Vorrei sottolineare alcuni casi che mi sembrano molto interessanti e degni di essere ricordati. Comincio da un cartone di Raffaello del 1515-1516 dal titolo La pesca miracolosa. L’opera che è una tempera su cartone si riferisce alla chiamata di Pietro da parte del Cristo. Pietro è un pescatore come suo fratello Andrea. Le origini umili, ma dignitose di Pietro, che lascia lascia le reti da pescatore per dedicarsi alla diffusione del Verbo. Vi è il riferimento alla parola greca antica ICHTHYS che significava pesce, il cui acronimo era usato dai primi cristiani per riferirsi a Cristo.

La seconda opera, è un San Pietro di Simone Martini conservata al Museo Nazionale Thyssen Bornemisza di Madrid.

La figura dell’Apostolo per eccellenza è solenne e austera elegante. Pietro è rappresentato con le celebri chiavi d’oro e d’argento che rappresentano l’accesso al Paradiso. I colori dei suoi indumenti hanno un doppio significato: l’azzurro rappresenta il colore del mare e quindi le sue origini di pescatore racchiudene, però,  anche il suo essere uomo, una figura terrena; il manto arancione, invece, è messo in relazione con la sua Santità e con il suo essere eterno.

Il terzo caso artistico che vorrei menzionare è il ciclo San Pietro della Cappella Brancacci situato nella Chiesa del Carmine di Firenze. Potremmo definirlo un affresco  a tre mani, nel senso che la straordinaria opera viene eseguita da tre grandi maestri: Masolino da Panicale, Masaccio e Filippino Lippi.

Si tratta, senza dubbio, di una Cappella, rilevante da un punto di vista artistico, tanto che grandi artisti come Michelangelo e Leonardo la visitarono in molte occasioni riconoscendone la grandiosità.

Gli episodi della vita di Pietro rappresentati creano un unicum nella storia dell’arte con riferimento all’apostolo Pietro che viene rappresentato in tutti i momenti ed episodi più importanti della sua vita.

Le parti più rilevanti sono certamente il Pagamento del Tributo, la Pesca di Pietro, la Predica di San Pietro, il Battesimo dei Neofiti, la Guarigione dello Storpio, la Resurrezione di Tabita, la Resurrezione del figlio di Teofilo e il San Pietro Cattedra.

San Pietro risana gli infermi con la sua ombra. Pietro, dottore della Chiesa e degli ammalati, figura misteriosa, è rappresentata nell’Ultima Cena di Leonardo, dove appare in una postura molto innaturale con un coltello in mano.

Caravaggio nella teatrale e scenografica Crocifissione di Santa Maria del Popolo lo sveste dagli abiti di Santità e Redenzione facendolo apparire reale, umano, impaurito e crocifisso a testa in giù, per non ricevere lo stesso tratto del suo Maestro.

Pietro, figura di grande slancio umano e generosità, altruista, umile, a tratti burbero e dalle origini umili che arriva alla Cattedra, ha catturato la curiosità di molti artisti.

*Valeriano Venneri, storico e critico d’Arte: “Con profondo amore e riconoscimento nei confronti di mio padre Pietro”.

Giornalista Pubblicista – Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo – Writer – Ghostwriter

Direttrice del Blog LitterArtour

Daniela Rubino

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